#travelinspo: il crescente impatto dei social media nel travel marketing e nell’e-commerce

I social media e il turismo stanno unendo le forze per avere un impatto sul modo in cui le aziende del settore gestiscono le proprie campagne di marketing. Alla luce del forte cambiamento nel comportamento dei consumatori e della predominanza dei contenuti visivi e audiovisivi che regnano sovrani su queste piattaforme, le catene alberghiere e gli altri players del settore hanno grandi opportunità per colpire i potenziali clienti dritti al cuore

I social media esercitano una forte influenza sulle nostre decisioni d’acquisto in tutti i settori, il turismo non è da meno.

Una recente indagine di Booking.com ha rivelato che i social media hanno un ruolo molto importante nella scelta delle vacanze degli utenti e il 51% degli intervistati ha dichiarato di voler andare in posti in cui nessuno dei propri amici sia mai stato. Cerchiamo l’esclusività! Vogliamo scovare il “next best place” prima che diventi popolare e in questa ricerca i social media sono utilissimi, perché ci permettono di scoprire destinazioni uniche.

Un altro trend che emerge dal report di Booking.com è la ricerca, da parte degli utenti, di informazioni pratiche, concrete, da parte di chi opera nel mondo del turismo, ma soprattutto le persone oggi vogliono vedere. Le foto giocano un ruolo cruciale nella fase di ricerca di un viaggio, perciò è bene concentrare le energie nel posto giusto. Due sono le piattaforme social da tenere d’occhio: Instagram e Pinterest.

Effetto Instagram

Ci sono molte cose che si possono fare su Instagram. Anche scegliere dove andare in vacanza.

Secondo un sondaggio pubblicato sul sito Econsultancy il 40% degli under 30 sceglie la destinazione del proprio viaggio anche in base a quanto questa è “instagrammabile”.

Mentre per Boooking.com il 17% degli utenti è attratto dai posti visitati dai VIP e va alla ricerca di luoghi il più simile possibile.

Lo scorso anno, seguendo questa tendenza, Easyjet ha introdotto il servizioLook&Book che permette di fare ricerca tramite Instagram: in pratica partendo da una foto, l’algoritmo riesce a individuare la location ed Easyjet propone le soluzioni di volo per raggiungerla. Questa funzione incontra perfettamente le nuove esigenze degli utenti che fanno ricerca o che stanno prenotando un viaggio dalla app, anche se – va detto – le foto non sono il loro unico criterio di scelta.

Anche altre aziende del settore turistico stanno integrando le funzioni di Instagram sulle proprie piattaforme. È il caso di Airbnb che ha aggiunto le “Travel Stories” per attrarre gli utenti similmente a come fa Easyjet con Look&Book. Le persone possono, infatti, caricare i video dei loro momenti più belli vissuti nelle case di Airbnb e condividerle sulla app. L’obiettivo di Airbnb sono le conversioni. Più persone postano video da una casa, maggiori saranno le possibilità di altre prenotazioni.

Anche le catene alberghiere hanno iniziato a sfruttare le potenzialità di Instagram, soprattutto nella fase in cui devono far sognare l’utente, come ha fatto TripAdvisor con la sua nuova app e come avevamo già descritto.

Ormai sono tutti d’accordo, gli hotel che vogliono costruire strategie Instagram di successo devono puntare su questi elementi: potenziare la propria identità, connettere l’utente con la destinazione, facilitare le comunicazioni con i viaggiatori, gestire il profilo in modo professionale e, naturalmente, veicolare bene il proprio prodotto (che si tratti di uno o più hotel).

Ognuno dei brand che abbiamo citato ha interpretato le tendenze in maniera diversa e nella maniera più adatta alla propria identità e soprattutto alla propria audience. Un esempio è il lavoro che fa Soho House che pubblica immagini bellissime delle sue proprietà a New York, Londra e Chicago invogliando a prenotare… all’istante, suscitando il pensiero: “voglio essere lì”.

Anche nell’e-commerce Instagram ha ormai un ruolo decisivo. In un’intervista su Adweek Vishal Shah, Head of Product Management di Instagram, ha parlato dei nuovi pulsanti call-to-action disponibili sui profili Instagram Business. Questi pulsanti permettono agli utenti di fare acquisti senza abbandonare la piattaforma, che diventa così un luogo dove non solo si fa ricerca, ma si fa anche business.

Al momento questa funzionalità è usata da ristoranti e aziende del settore intrattenimento/spettacolo, ma finalmente sta iniziando a esplorarla anche il mondo del turismo.

Facebook, proprietario di Instagram, ha annunciato per il 2019 di voler rendere le pubblicità nelle Instagram Stories ancora più dirette alle vendite, nonostante i primi esperimenti di questo tipo fatti su Facebook non avessero avuto successo. Ma oggi le prospettive sono cambiate. Con Instagram il livello di coinvolgimento è aumentato così tanto e così in fretta da far credere che sia arrivato il momento di svolta. Ma siamo ancora in attesa che le nuove funzionalità per effettuare prenotazioni specifiche per le aziende del mondo del turismo siano annunciate.

Per Mark Zuckerberg, che vorrebbe che Instagram rimanesse la piattaforma delle sorprese e delle scoperte, si tratta di un’opportunità enorme per migliorare la customer experience dei suoi utenti e rendere le transazioni sulla piattaforma più affidabili. Bisogna solo tenersi pronti.

Pinterest

Pinterest sta facendo un lavoro enorme per aiutare i marketer del mondo del turismo a migliorare le loro performance. Essendo i viaggi una delle categorie più popolari tra le ricerche degli utenti, sulla piattaforma si possono trovare moltissime informazioni. Pinterest ha anche coniato un termine, travel planner, per descrivere le persone che negli ultimi tre mesi hanno fatto ricerche o acquisti per i loro viaggi. I dati rivelano che il 76% di essi prende decisioni in base ai contenuti che i brand pubblicano.

L’archetipo del travel planner è formato, a sua volta, da 5 buyer persona: “il viaggiatore di gruppo”, “l’appassionato di cultura”, “l’amante delle Spa”, “l’avventuriero” e “il food explorer”. A ognuno di loro la piattaforma ha anche associato alcune keyword per aiutare gli inserzionisti a individuare i driver giusti per raggiungerli.

Che risultati si possono ottenere? In un’intervista su PhocusWire, il Global Head of Vertical Strategy for Travel, Tech and Telecom di Pinterest, Nicolette Harper, ha raccontato di una campagna di marketing fatta insieme alla compagnia di navi da crociera Carnival Cruise Line che ha portato a un aumento del 14% del tasso di click-through e una riduzione del 71% del cost-per-click.

Anche chi è in cerca di ispirazioni per la propria campagna, può cercarla su Pinterest. Nell’ultima classifica Pinterest100, la piattaforma ha rivelato le parole maggiormente cercate all’interno di alcune categorie. Cosa cercano maggiormente le persone su Pinterest nella categoria viaggi? Le isole meno conosciute (le ricerche sono aumentate del 179%) e i castelli abbandonati (+142%) sono due dei termini più suggeriti. Anche per chi vuole promuovere la propria offerta gastronomica, Pinterest può suggerire la strada. Nella categoria le ricerche sulle marmellate fatte in casa sono aumentate dell’829% insieme a quelle sul latte d’avena (+186%). Questi dati possono essere preziosi per sviluppare le prossime campagne di marketing.

I social media sono la chiave

Cosa ci insegna tutto questo? Senz’altro che il potere dei social media nelle fasi di ricerca degli utenti è molto forte e ancora in crescita. Presto le piattaforme potrebbero subire un’ennesimantrasformazione, passando da luoghi dove cercare ispirazione a posti dove si completano gli acquisti. E anche se Instagram e Pinterest non sono le uniche piattaforme su cui avverrà questo cambiamento, il loro impatto è enorme, considerato che il 97% dei Millennial vi ha postato video o foto dei propri viaggi. I social media sono diventati il luogo preferito dei viaggiatori in cerca di ispirazioni, ma anche dei brand che vogliono catturare la loro attenzione nel posto e nel momento giusto.